Ultima cena – Cenacolo Vinciano – Descrizione dell’Opera d’Arte in sintesi


“Ultima Cena” – “Cenacolo Vinciano” di Leonardo da Vinci
(Immagine – Wikimedia Commons – Public domain)

Dal 1495 al 1497 Leonardo da Vinci realizza, una delle Opere più note del Rinascimento, l’affresco “Cenacolo Vinciano” detto anche “Ultima Cena” perché rappresenta l’ultima cena di Gesù e i suoi discepoli. Questo dipinto parietale gli viene commissionato da Ludovico il Moro per il refettorio della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano.

Tecnica

Leonardo utilizza una nuova tecnica pittorica, misto di tempera e olio. Per dipingere sull’intonaco bisogna lavorare velocemente, altrimenti si fissa il colore. Così sperimenta questo nuovo metodo che gli permette di poter ritoccare spesso il dipinto. Dopo pochi anni, però le particelle di colore, non saldate bene all’intonaco, si staccano e l’affresco risulta rovinato.

Con la tecnica della prospettiva, Leonardo sembra voler rappresentare l’ideale proseguimento dello spazio della mensa dei Frati Domenicani. Per rendere più reale la scena, la luce proviene da sinistra dove in realtà si trova la finestra del Refettorio. Sullo sfondo osserviamo una finestra che fa apparire Gesù come se fosse in un altro quadro ancora più piccolo.

Che cosa è raffigurato e trasmesso

In questo dipinto murale possiamo osservare Gesù riunito attorno al tavolo con gli Apostoli che condivide il vino e il pane nell’attimo, tratto dal Vangelo di Giovanni, in cui Cristo annuncia agli Apostoli che uno di loro lo avrebbe tradito. Infatti Giuda è l’unica figura in ombra e turbata perchè colpevole, in una mano ha il sacchetto con il denaro (simbolo del tradimento) e con l’altra si protende per un pezzo di pane. Gli altri Apostoli sono a gruppi di tre ed esprimono sorpresa e incredulità. Gesù, con le sue braccia aperte, emette serenità ed é al centro del dipinto per sottolinearne l’importanza.

Leonardo riesce così a trasmettere, attraverso i volti e i gesti, gli stati d’animo dei personaggi per coinvolgere ed emozionare lo spettatore.

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